New York metà Anni ’50. Frank Costello e Vito Genovese (entrambi R. De Niro) sono due boss mafiosi. Il primo è diplomatico e calcolatore, il secondo violento e accentratore. La loro amicizia di lunga data si deteriora per gelosie, ambizioni e vicende giudiziarie fino a sfociare in una rivalità distruttiva…
Ancora un film di gangster e di mafia? The Alto Knights non aggiunge né tanto meno pretende di aggiungere qualcosa di nuovo al Genere. Invece è un grande affresco del mondo della mafia di New York degli Anni ’50. Soprattutto è una splendida lettera d’addio ai film di gangster mafiosi da parte di una generazione leggendaria di Hollywood, un gruppo di giovani ultraottantenni: attore, sceneggiatore e regista. Al contempo è anche un grande colpo da maestro di De Niro e la sua definitiva incoronazione come attore emblematico di tutto un Genere.
…la Magia del Cinema, un po’ di trucco, qualche effetto speciale, la bravura di un grandissimo interprete… ed ecco due De Niro al prezzo di uno! La sua eccezionale performance gli consente di ricoprire i ruoli dei due protagonisti differenziandoli con sottili sfumature nelle posture, negli sguardi, nei caratteri. Un tour de force tecnico e attoriale.
Con una ricostruzione accurata dell’epoca il regista filma un dramma crepuscolare, fedele ai classici del Genere, che rivisita le rivalità al vertice della mafia italoamericana. Due personalità antitetiche, due facce della stessa cattiva moneta, da qui l’idea di De Niro di interpretarli entrambi.
La messa in scena si ispira ai modelli dei Grandi. Il tratto è elegante e immersivo con una cinepresa in costante movimento. Primi piani insistiti sottolineano la tensione psicologica e le qualità recitative negli scontri verbali. Dominano i toni del chiaroscuro ad evidenziare la dualità morale dei due protagonisti. Dopo un inizio vibrante, tutto azione, il ritmo diviene ineguale alternando momenti di alta intensità drammatica a passaggi più riflessivi che frenano la dinamica del racconto. Ne risulta più uno studio psicologico che un film d’azione. Levinson avrebbe forse potuto provare ad osare di più. Gli è mancata la vitalità e la genialità del tocco autoriale dei modelli cui si rifà. Si limita ad adagiarsi, pur con classe e mestiere, sui canoni del Genere.
The Alto Knights risulta quindi un buon succedaneo meno esplosivo ed impietoso dei suoi autorevoli precedenti ma pur sempre interessante. Con le sue atmosfere, la buona scrittura e la forza dell’interpretazione è in ogni caso un film che piacerà agli amanti del Genere e soprattutto ai fan di De Niro.
data di pubblicazione:22/03/2025
Scopri con un click il nostro voto:
0 commenti