Riconcilia con il cinema questo nuovo splendido film di Mario Martone. Dopo aver girato il lancinante Noi Credevamo sul risorgimento italiano e le sue ambiguità fallimentari, e dopo aver messo in scena a teatro Le Operette Morali era fatale che il regista napoletano avesse voglia di concentrarsi su Leopardi, il più grande poeta dell’Ottocento, artista e personaggio molto amato, ma bisognoso di essere letto sotto una luce nuova. Ed ecco quindi l’uomo di pensiero profetico, diviso tra la profonda coscienza del dolore umano e le sottili smanie anti rivoluzionarie. Ma l’aspetto più convincente e affascinante è lo stile con cui Martone costruisce il film, con un andamento all’apparenza correttamente biografico ma poi intersecato e innervato da momenti visionari, con la presenza costante della sua poesia, risolta in maniera mai pedante o peggio didascalica, anzi fluidamente e a volte panicamente fusa con le immagini. E’ lo stile tipico di Martone ma qui più efficacemente risolto sia dal punto di vista descrittivo sia metafisico e meta- cinematografico. Si aggiunga un minuzioso lavoro scenografico, mai calligrafico, una geniale colonna sonora atemporale e l’interpretazione di tutti gli attori, non solo Elio Germano, ma proprio tutti di altissimo livello. L’inizio a Recanati e l’immaginifica parte napoletana sono i vertici del film. Si avverte un lavoro sentitissimo, sono due ore e mezza che volano sul filo dell’emozione.
data di pubblicazione 17/10/2014
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