Coreografia, drammaturgia e interpretazione di Cristiana Morganti
(Teatro Vascello – Roma, 21/23 marzo 2025)
Cristiana si rivolge a un pubblico esigente per spiegare alcune tecniche di rilassamento e indurre a godersi lo spettacolo e la vita che lo contiene. Un’attenta riflessione su se stessa e sulle proprie sciagure. Momenti di gioia ma anche di ribellione verso quegli stilemi imposti da Pina Bausch. Se da un lato l’hanno formata, dall’altro le hanno impedito di assaporare appieno la propria libertà d’espressione…
É così che Cristiana Morganti esordisce sulla scena. Un fascio di luce psichedelica, piena di colore e calore. Una poltrona di plastica gonfiabile, perché è estremamente importante risparmiare sui costi di produzione e la poltrona si può cosi sgonfiare e riporre in borsa. Tutto va all’essenziale come anche la scarna descrizione di avvenimenti che riguardano un passato prossimo e un presente ancora da capire. Tante sono le cose che ci hanno travolto, come un’epidemia che ci ha destabilizzato e di cui ne piangiamo ancora le conseguenze. Su uno sfondo di immagini in continuo movimento, curate con estrema attenzione da Connie Prantera, Cristiana proietta la propria immagine. Un pot-pourri di suoni accompagnato da una danza con movimenti ora flessuosi ora deliranti, proprio per esprimere la discontinuità degli stati d’animo del soggetto. Sembra essere tornati agli happening degli anni settanta, quando l’improvvisazione scenica era l’unica possibilità espressiva e il teatro imponeva una partecipazione del pubblico all’evento artistico. Le storie si accavallano tra danza e monologo, le immagini non danno spazio a possibilità di riflessione perché tutto è freneticamente prodotto e consumato all’istante. Cristiana per un tempo sospeso accompagna per mano in questo labirinto di sensazioni corporali e il pubblico si lascia trasportare in un turbinio di risate. Alla fine dello spettacolo ci si sente come liberati da quel macigno che annienta nel quotidiano. L’azione liberatrice del teatro che attraverso la poesia alleggerisce da ogni passione e fa sentire più spediti e più vicini all’irrazionale. Non è piaggeria definire la drammaturgia di Cristiana Morganti come qualcosa di tecnicamente e emotivamente perfetto, una performance di altissimo livello, rievocazione di esperienze vissute. Una produzione Teatri di Pistoia Centro di produzione Teatrale in coproduzione con Fondazione I teatri – Reggio Emilia, Théâtre de la Ville – Paris, MA scène nationale-Pays de Montbèliard e con il sostegno di Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento.
data di pubblicazione:22/03/2025
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