da Antonio Iraci | Mar 29, 2025
Hilde, mentre il fidanzato Franz combatte sul fronte russo, conosce Hans e i suoi amici. I due si innamorano e la ragazza, quasi inconsapevolmente, si troverà a far parte di un gruppo di resistenza antinazista. Tramite una rudimentale trasmittente radio comunicano con i servizi segreti russi e contattano i prigionieri tedeschi, permettendo loro di mandare messaggi rassicuranti alle famiglie…
Andreas Dresen è un regista tedesco che conosce molto bene il passato oscuro del suo paese. In questo suo ultimo film non gli riesce quindi difficile raccontare una storia vera che si accompagna a quella di tante altre. Sullo sfondo gli orrori del nazismo, oramai sviscerati in tutte le forme e che comunque non sono mai abbastanza per ricordare e fare riflettere. Dopo tutto quella che è stato documentato su un popolo, marcato da un senso di colpa indelebile, il regista riesce a rendere il tema attuale. Un salto nella vita di una giovane Hilde, egregiamente interpretata da una straordinaria Liv Lisa Friel. L’attrice berlinese si era fatta notare dal pubblico nostrano come una delle protagoniste della serie Babylon Berlin accanto a Volker Bruch. Dresen affronta un tema certamente drammatico, utilizzando un registro espressivo molto sobrio anche nella scelta delle luci, cupe e dai toni spenti. Come contrappunto ricorre a dei flash back che, sia pur sconnessi nella successione temporale, danno invece risalto ai colori accesi di una estate assolata. In queste scene ritroviamo un gruppo di ragazzi che passano momenti spensierati, senza dimenticare i pericoli a cui vanno incontro con la loro attività clandestina. In Berlino, estate ‘42 viene trascurato ogni tratto eccessivo per raccontare di fatti accaduti e vissuti realmente. Non viene tralasciato alcun dettaglio per rimarcare un’ideologia che non lasciava scampo ad alcuna forma di propaganda sovversiva. Sincera la storia d’amore di Hilde con Hans (Johannes Hegemann) un ragazzo taciturno che sa divertirsi e sa anche impegnarsi in una lotta decisamente impari. Il film è sicuramente un piccolo capolavoro che riesce a trasmettere allo spettatore quel clima opprimente vissuto da quella generazione. Giovani che hanno creduto in un riscatto sociale e in un futuro di libertà d’espressione, lontano da ogni autoritarismo. Il film è stato presentato alla Berlinale dello scorso anno e adesso finalmente in distribuzione nelle sale italiane. Se ne consiglia la visione.
data di pubblicazione:29/03/2025
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da Antonio Iraci | Mar 25, 2025
Rosa Sauer fugge da Berlino per rifugiarsi a casa dei suoceri in campagna e attendere il ritorno del marito Gregor mandato a combattere al fronte. Lì vicino, in un bunker nascosto dalla foresta, si è da tempo trasferito Hitler con il suo quartier generale. Un giorno, insieme ad altre giovani donne, viene reclutata forzatamente e obbligata ad assaggiare i pranzi preparati per il Führer. Inizialmente guardata con sospetto dalle altre, si conquisterà piano piano la fiducia delle compagne, soprattutto dell’enigmatica Elfriede…
Con Le assaggiatrici Silvio Soldini si cimenta in un lavoro molto impegnativo che tratta di un vero fatto storico, da molti assolutamente sconosciuto. Ultra novantenne, prima di morire, una certa Margot Wölk svelò di essere stata una delle assaggiatrici del cibo preparato per Hitler. Da questa storia, Rosella Postorino ne ha tratto un romanzo affascinante con il quale nel 2018 ha vinto il Premio Campiello e altri premi letterari. Il regista ha saputo registrare, in maniera scrupolosa, ogni dettaglio a partire dall’ambientazione, nel paese di Gross-Partsch dove era ubicata la Tana del Lupo. Viene raccontato il destino di quelle donne oramai private del sostegno degli uomini, tutti mandati a morire al fronte. Una volta selezionate per buona salute, alcune di esse sono obbligate a testare il cibo del Führer come vere e proprie cavie. Per Rosa (Elisa Schlott), abituata a vivere a Berlino, sarà difficile accettare quella vita campagnola e svolgere l’ingrato incarico. Come tanti, anche lei si troverà a sacrificare la propria vita per “lui” e per il suo distorto ideale. Senza mostrare direttamente i meccanismi della guerra, esattamente come ne La zona di interesse, Soldini ci fa prendere coscienza della palpabile tensione che accompagna quelle donne, sedute attorno a un tavolo e costrette a mangiare sotto lo sguardo vigile dei sorveglianti. Tra di loro, si instaureranno rapporti di amicizia ma anche di competizione, di alleanze ma anche di tradimenti. Iniziata una relazione clandestina con il feroce tenente Ziegler (Max Riemelt), Rosa avrà sentimenti contradditori. Grandi sensi di colpa verso un marito, anche se oramai dato per disperso, e l’amore, forse sincero, per l’ufficiale delle SS. In Le assaggiatrici il regista affronta in maniera trasversale la violenza sulle donne, gli orrori della guerra, l’imminente disfatta del Reich che si va profilando. Ma rimane la voglia di vivere, di coltivare i propri sentimenti e le proprie ambizioni, di lasciarsi ancora una volta andare ai piaceri della vita. Per quel poco che ancora aveva da offrire…
data di pubblicazione:25/03/2025
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da Antonio Iraci | Mar 22, 2025
Coreografia, drammaturgia e interpretazione di Cristiana Morganti
(Teatro Vascello – Roma, 21/23 marzo 2025)
Cristiana si rivolge a un pubblico esigente per spiegare alcune tecniche di rilassamento e indurre a godersi lo spettacolo e la vita che lo contiene. Un’attenta riflessione su se stessa e sulle proprie sciagure. Momenti di gioia ma anche di ribellione verso quegli stilemi imposti da Pina Bausch. Se da un lato l’hanno formata, dall’altro le hanno impedito di assaporare appieno la propria libertà d’espressione…
É così che Cristiana Morganti esordisce sulla scena. Un fascio di luce psichedelica, piena di colore e calore. Una poltrona di plastica gonfiabile, perché è estremamente importante risparmiare sui costi di produzione e la poltrona si può cosi sgonfiare e riporre in borsa. Tutto va all’essenziale come anche la scarna descrizione di avvenimenti che riguardano un passato prossimo e un presente ancora da capire. Tante sono le cose che ci hanno travolto, come un’epidemia che ci ha destabilizzato e di cui ne piangiamo ancora le conseguenze. Su uno sfondo di immagini in continuo movimento, curate con estrema attenzione da Connie Prantera, Cristiana proietta la propria immagine. Un pot-pourri di suoni accompagnato da una danza con movimenti ora flessuosi ora deliranti, proprio per esprimere la discontinuità degli stati d’animo del soggetto. Sembra essere tornati agli happening degli anni settanta, quando l’improvvisazione scenica era l’unica possibilità espressiva e il teatro imponeva una partecipazione del pubblico all’evento artistico. Le storie si accavallano tra danza e monologo, le immagini non danno spazio a possibilità di riflessione perché tutto è freneticamente prodotto e consumato all’istante. Cristiana per un tempo sospeso accompagna per mano in questo labirinto di sensazioni corporali e il pubblico si lascia trasportare in un turbinio di risate. Alla fine dello spettacolo ci si sente come liberati da quel macigno che annienta nel quotidiano. L’azione liberatrice del teatro che attraverso la poesia alleggerisce da ogni passione e fa sentire più spediti e più vicini all’irrazionale. Non è piaggeria definire la drammaturgia di Cristiana Morganti come qualcosa di tecnicamente e emotivamente perfetto, una performance di altissimo livello, rievocazione di esperienze vissute. Una produzione Teatri di Pistoia Centro di produzione Teatrale in coproduzione con Fondazione I teatri – Reggio Emilia, Théâtre de la Ville – Paris, MA scène nationale-Pays de Montbèliard e con il sostegno di Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento.
data di pubblicazione:22/03/2025
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da Antonio Iraci | Mar 12, 2025
Con la spedizione dei Mille, al comando di Giuseppe Garibaldi, si tenterà di rovesciare il governo borbonico per annettere la Sicilia al nascente Regno d’Italia, sotto la monarchia dei Savoia. Don Fabrizio Corbera, principe di Salina, gode ancora dei privilegi di un’aristocrazia destinata però ad essere travolta dai nuovi moti rivoluzionari. Tancredi, nipote del principe, nonostante si sia arruolato nelle truppe garibaldine, riassicura lo zio con la celebre frase: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”…
Se si vuole tentare un approccio obiettivo e sincero a questa recente edizione cinematografica del famoso romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa bisognerà dimenticare l’omonimo film diretto da Luchino Visconti. Non sarà impresa facile perché, anche se si deve tornare a ritroso di sessanta anni, nella memoria di noi tutti riappaiono le immagini patinate di interpreti quali Alain Delon, Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Rina Morelli e tanti altri ancora. Lo stesso regista inglese Tom Shankland, nel firmare questa mini serie per conto di Netflix, non ha perso l’occasione per ribadire che il suo lavoro non era uno scontato remake, quanto un approfondimento e una attualizzazione di eventi storici che a suo tempo avevano profondamente scosso la Sicilia. Le continue digressioni dal romanzo originale, sono da considerare delle licenze poetiche del tutto pertinenti e quindi accettabili nel contesto generale. Questa volta i personaggi assumono un carattere più umano, e lo stesso principe, con le sue naturali debolezze, incarna meglio la figura dello studioso, e meno quella dell’indiscusso padre padrone. Siamo già a conoscenza delle vicende storiche trattate, tra combattimenti e gli sfarzi di una nobiltà ancora non perfettamente consapevole dei cambiamenti che presto l’avrebbero travolta. Ciò nonostante si riesce a seguire con interesse le nuove vicende che si sovrappongono alle vecchie e che danno comunque una omogeneità coerente all’intera narrazione. Kim Rossi Stuart è un Gattopardo tutto sommato accettabile, istrione tanto quanto basta e più accessibile rispetto al precedente. Benedetta Porcaroli interpreta Concetta, la figlia primogenita, sulla quale sono concentrate in massima parte le scene più convincenti. Scelta poco felice invece per Tancredi Falconeri, ruolo affidato a Saul Nanni, astro nascente del cinema nostrano. Senza ricadere in odiosi paragoni, a lui manca proprio quella verve, quella spavalderia seducente e quel carattere fascinoso, concentrato in Alain Delon. Deva Cassel, figlia d’arte di una coppia super famosa, è sicuramente di una bellezza straordinaria, ma anche troppo maliziosa per rappresentare una giovane che tutto sommato aveva passato la sua vita nello sperduto paese di Donnafugata. Senza entrare nel merito degli altri personaggi, alcuni ben interpretati, e senza voler criticare le location e i costumi, super curati, questa attesa serie tv in effetti ha disatteso molto le aspettative. Un’operazione riuscita a metà e che vale comunque la pena di seguire, non foss’altro per entrare in quei palazzi sfarzosi, il cui accesso era riservato a pochi eletti.
data di pubblicazione:12/03/2025
da Antonio Iraci | Feb 22, 2025
(75 INTERNATIONALE FILMFESTSPIELE – BERLINALE)
Berlino, 13/23 Febbraio 2025
Si conclude questa 75esima edizione della Berlinale, la prima con la direzione artistica di Tricia Tuttle. La Giuria Internazionale, presieduta da Todd Haynes, non ha sorpreso nell’aggiudicare i premi. Si può sicuramente affermare che all’inizio sia il pubblico che la critica non avevano apprezzato molto la scelta dei film in concorso. Gli ultimi giorni hanno visto, fortunatamente, una inversione di tendenza e sono stati presentati film di un certo spessore. La Berlinale sa infatti premiare tutto ciò che riguarda posizioni di rottura e di diversità in senso lato. Il film premiato con l’Orso d’Oro centra in pieno queste tematiche. La storia di una ragazza sedicenne che si innamora per la prima volta e si lascia trasportare in queste sue emozioni che desidera custodire per sempre. Trascrive quindi ogni pensiero e ogni ricordo in un diario vero e proprio intimo. Quando la nonna e poi la madre per caso leggeranno quelle pagine, si troveranno spiazzate e confuse. Non certamente perché le attenzioni di Johanne siano rivolte a una donna, e precisamente alla sua insegnante di francese. Un film che sicuramente piacerà anche al pubblico italiano che avrà presto modo di apprezzarlo perché in distribuzione in Italia dal 6 marzo.
Ecco di seguito la lista degli Orsi d’Argento assegnati.
Premio Speciale della Giuria a O último azul di Gabriel Mascaro
Premio della Giuria a El mensaje di Iván Fund
Premio per la Miglior Regia a Living the Land di Huo Meng
Premio per la Miglior Interpretazione (ruolo principale) a Rose Byrne in If I Had Legs I’d Kick You
Premio per la Miglior Interpretazione (ruolo secondario) a Andrew Scott in Blue Moon
Premio per la Miglior Sceneggiatura a Radu Jude per Kontinental ‘25
Premio per la Creatività generale a La Tour de Glace di Lucile Hadžihalilović
Ci consola il fatto che l’Italia non ha avuto alcun premio, visto che neanche ha partecipato!
Un arrivederci quindi al prossimo anno da parte della Redazione di Accreditati, qui a Berlino per seguire la Berlinale.
data di pubblicazione:22/02/2025
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